Prima di iniziare il nostro viaggio nel mondo della posturologia, dobbiamo farci 3 domande:

 

1. CHI E’ IL POSTUROLOGO?

 

Il posturologo é un professionista della salute che ha frequentato un corso o un master di posturologia.

In Italia il Posturologo sulla carta non esiste, nel senso che ad oggi non esiste un titolo universitario professionalizzante in questo ambito, nè esiste un riconoscimento da parte del Ministero della Sanità: tuttavia è possibile frequentare master e corsi universitari che si occupano di “posturologia”.

 

E’ quindi una figura che a seconda della propria specializzazione, si occupa di diagnostica e/o di riabilitazione posturale.

 

Nello specifico, ha il compito di valutare e riarmonizzare la relazione tra l’individuo e l’ambiente circostante, partendo proprio dal presupposto che la postura scorretta derivi da una cattiva relazione tra l’uomo e lo spazio che lo circonda.

 

Una postura scorretta, secondo la posturologia, é il risultato di una non perfetta congruenza tra le informazioni in ingresso che riceve il cervello dai vari recettori e gli output che lo stesso invia al sistema tonico posturale.

 

Le principali patologie legate ad una cattiva postura, derivano quindi dal deficit di uno o piú di questi recettori.

 

 

2. PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN POSTUROLOGO?

 

Le problematiche piú frequenti per cui le persone si rivolgono ad un posturologo sono:

 

  • mal di schiena
  • cefalea
  • disturbi dell’equilibrio ed instabilitá
  • cervicalgie
  • stanchezza cronica
  • dolori alle spalle

 

Spesso sono persone che dopo svariati tentativi, non sono ancora riuscite a risolvere completamente il problema che le affligge.  Cercano quindi una soluzione definitiva.

 

Perché Il posturologo indaga le cause che hanno portato al dolore ed ha come obbiettivo  quello di eliminarlo in via definitiva.

 

 

3. QUALE STRATEGIA UTILIZZA UN POSTUROLOGO?

 

Attiva un percorso di riarmonizzazione dei recettori che si traduce nel dare informazioni al cervello attraverso i riflessi per fargli conoscere una nuova spazialitá.

 

Da questo concetto nasce l’idea della riprogrammazione posturale globale, che fornisce nuove strategie e nuovi schemi di consapevolezza al cervello.

 

Il primo passo, come puoi immaginare, consiste nel valutare la postura del tuo paziente.

 

L’analisi della postura può rendere la vita più facile

 

Conosci Harry Beck?

 

Il suo nome è legato ad una delle più famose mappe della storia, quella della metropolitana di Londra.

 

Sappiamo tutti che una mappa dovrebbe servire ad orientarsi. Eppure, in origine, quella della metropolitana di Londra era caratterizzata da un caotico groviglio di strade, parchi, ponti, case, fiumi.

 

Uno strumento che in realtà non poteva essere di nessun aiuto alla gente, perché illeggibile e incomprensibile. Certo, rispecchiava fedelmente la realtà: ciò nonostante era del tutto inutile.

 

Ma nel 1933 succede qualcosa di rivoluzionario. Harry Beck, un anonimo disegnatore britannico, trasforma questo garbuglio di vie nella prima mappa schematica. E passa alla storia. Perché?

 

Perché riesce a sintetizzare e rendere comprensibile una realtà molto complessa, restituendone un’immagine ordinata e rassicurante.

 

Come trovare la strada giusta

 

E’ esattamente quello che succede quando nel tuo studio si presenta un paziente, e tu, dopo aver raccolto tutte le informazioni relative al suo stato di salute, inizi la tua prestazione con un’analisi della postura.

 

In questo modo stai creando lo strumento più efficace che tu possa usare: una “mappa” estremamente utile, sia per te che per il tuo paziente.

 

Come terapista, eseguire un’analisi posturale ti aiuterà a individuare chiaramente la strada più rapida per definire e risolvere il problema.

 

Allo stesso tempo, permetterà al paziente di prendere consapevolezza della propria situazione iniziale e del punto di arrivo. Quindi di sentirsi parte attiva nel processo di riabilitazione.

 

Deve ancora iniziare il suo percorso eppure sta già provando l’esperienza – di benessere, di guarigione, di miglioramento – e questo, inutile negarlo, fa già parte della terapia.

 

Ma quali sono le basi per effettuare una corretta valutazione della postura?

 

 

Valutazione posturale statica

 

Possiamo dividere l’analisi della postura in due fasi fondamentali.

 

La prima è la valutazione statica, in cui il paziente rimane fermo in posizione eretta per essere valutato rispetto ai tre piani.

 

La visione frontale (anteriore e posteriore) si rivela utile per valutare l’anatomia e l’allineamento del torace, il posizionamento del capo (tramite la linea bipupillare), delle spalle e delle scapole.

 

Per la parte inferiore, si valuta l’anatomia e l’allineamento del bacino, delle ginocchia e del piede.

 

COSA OSSERVARE:

 

  • inclinazione del capo
  • spalle in elevazione bilaterale o monolaterale
  • scapole sporgenti, alla stessa altezza o anteriorizzate
  • triangolo della taglia
  • scoliosi
  • bacino in elevazione monolaterale
  • alterazione della lunghezza degli arti inferiori
  • posizione del ginocchio (varo, valgo)
  • posizione del piede (valgo, spinato, piatto, cavo, pronato)

 

La visione sagittale ci permette di verificare l’allineamento del corpo rispetto alla verticale di Barrè, definita dal filo a piombo, che dovrà attraversare il trago dell’orecchio, l’acromion, il gran trocantere, la metà del condilo esterno della tibia e la caviglia appena davanti al malleolo esterno.

 

Ora, possiamo individuare i distretti responsabili dell’allontanamento da questa linea e le relative alterazioni come, per esempio, un eccesso o un difetto delle curve fisiologiche della colonna (in questo caso parleremo di iper/ipo-cifosi o lordosi).

 

 

COSA OSSERVARE:

 

  • testa protesa in avanti o indietro
  • lordosi cervicale
  • scapole alate
  • presenza di gibbosità
  • cifosi dorsale
  • lordosi lombare
  • anti/retro-versione del bacino
  • arti inferiori in iper-estensione o iper-flessione di ginocchio e di caviglia

 

La visione trasversale dall’alto – per mezzo di uno specchio o di una telecamera – evidenzia rotazioni di capo, spalle e bacino. Dal basso – grazie all’utilizzo del podoscopio – mostra appoggio e posizione del piede e dell’arto inferiore.

 

COSA OSSERVARE:

 

  • rotazione del capo
  • rotazione del cingolo scapolare
  • rotazione del torace
  • rotazione del bacino
  • rotazione degli arti inferiori
  • prono-supinazione

Valutazione posturale dinamica

 

La seconda invece, è la valutazione dinamica: si valuta il soggetto in movimento. I test che si utilizzano possono essere molteplici – attivi o passivi – e variano in base al caso specifico.

 

Solitamente la scelta è dettata dall’anamnesi e dalle anomalie riscontrate durante la valutazione statica.

 

Tra i più noti, il Test di Rotazione ed Estensione del capo, che ci permette di identificare eventuali ipertonie.

 

Test di Rotazione ed Estensione del capo

 

Nel test di rotazione, il terapista posa le mani sulle spalle del paziente. Tenendo le braccia tese, chiede al paziente di effettuare una rotazione del capo, prima verso destra poi verso sinistra. In questo modo si ha la possibilità di valutare l’ampiezza del movimento e di evidenziare un’ipertonia.

 

Nel test di estensione, il terapista appoggia le sue mani sotto i lobi del paziente, in posizione perpendicolare rispetto al bordo del trapezio. A questo punto, si chiede al paziente di estendere il capo senza muovere le spalle, per valutare una limitazione dello spazio tra il lobo e il bordo superiore della mano stessa del terapista. La riduzione di spazio di un lato rispetto all’altro, mette in luce un’ipertonia.

 

Tutto quello che hai osservato durante la tua analisi, ti restituirà un quadro generale che sicuramente potrai rendere più puntuale con l’utilizzo della strumentazione specifica.

 

Ma non finisce qui.

 

 

Ti ricordi di Harry Beck?

 

Se vuoi essere veramente efficace, devi tradurre la tua valutazione in un report che sia chiaro e comprensibile anche per il tuo paziente.

 

Ecco perché abbiamo ideato un sistema innovativo che, oltre ad aiutarti a svolgere un’analisi posturale completa in modo semplice e rapido, ti permette di generare un report professionale a portata di paziente.

 

Vuoi saperne di più? Continua a leggere!

Un’unica soluzione per un’analisi posturale completa

 

Sono soltanto 3 gli elementi indispensabili per effettuare un’analisi posturale fotografica efficace:

 

  • COMPETENZA
  • TEMPO
  • PRECISIONE

 

Il problema è che non sempre ci troviamo nella condizione di esprimere al meglio il nostro valore.

 

La competenza non manca ma la criticità dell’argomento richiede spesso una visione più oggettiva, che possa essere condivisa in modo chiaro sia con il paziente, sia con gli altri specialisti del settore.

 

Ecco perchè abbiamo ideato SprintWARE Medical,  un software innovativo che ti aiuta ad ottimizzare tempo, competenza e precisione, guidandoti in una valutazione completa della postura in modo rapido, semplice e professionale.

 

In meno di 3 minuti ti permette di eseguire un’analisi fotografica del soggetto nei 4 piani dello spazio.

 

E una volta acquisite le foto, potrai effettuare tutte le valutazioni necessarie seguendo il protocollo che ti guida passo dopo passo fino al report finale.

 

Il tutto nel giro di pochi minuti.

 

SprintWARE Medical è una piattaforma cloud versatile e intuitiva che non richiede di essere installata: scegliendo l’abbonamento più adatto alle tue esigenze, potrai accedervi da qualsiasi dispositivo, anche mobile, purché disponga di una connessione ad internet.

 

Sei pronto per iniziare?

La tua analisi in 5 step

 

1) Crea la scheda del paziente: hai la possibilità di inserire i dati anagrafici, l’anamnesi e le informazioni più rilevanti ai fini della valutazione (misura del piede, altezza, peso, mano dominante)

 

2) Posiziona la fotocamera ad una distanza di 2,20 metri dal centro della sagoma dei piedi. A questo punto potrai visualizzare sul tuo dispositivo la griglia di riferimento che ti permetterà di effettuare tutte le misurazioni di cui avrai bisogno.

 

3) Chiedi al paziente di posizionarsi sulla dima di referenza, quindi scatta le 4 foto nei 4 piani dello spazio: le sagome dei piedi possono aiutarlo a mantenere la posizione corretta.

 

4) Fatti guidare dal protocollo selezionando di volta in volta le icone che ritieni più vicine alla tua valutazione clinica. Seguendo le indicazioni, potrai esaminare il paziente sul piano frontale, sagittale e trasversale.

 

5) Salva l’esame e stampa il report.

 

Ci sono diverse funzioni che ti permetteranno di perfezionare la tua analisi posturale. Per esempio, con un semplice click hai la possibilità di sovrapporre le immagini scattate in momenti diversi, mettendo in luce i miglioramenti ottenuti nel tempo.

 

 

4 motivi per scegliere SprintWARE Medical

 

Hai già capito che non si tratta semplicemente di un software in grado di integrare diversi dispositivi, ma di un sistema globale che ti permette di cambiare il tuo modo di lavorare principalmente attraverso 4 strumenti:

 

  • il protocollo, che ti guida passo dopo passo nel percorso di analisi, rendendo veramente semplice e rapido il processo. Un linguaggio comune che ti permette di confrontarti con gli altri specialisti sulla base di dati oggettivi;

 

  • il report finale, un prospetto di semplice comprensione che ti aiuta a comunicare in modo efficace con il paziente;

 

  • il gestionale, per creare un archivio sicuro con i dati del paziente e tutte le visite ordinate, che puoi condividere con gli altri specialisti nel rispetto della privacy;

 

  • la formazione, con la possibilità di accedere in qualsiasi momento alle riprese video complete dei corsi di formazione di Postural Equipe Academy. Un aiuto prezioso per rimanere aggiornato e valorizzare il tuo lavoro.

 

Tutto questo, per il tuo paziente, significa fiducia e motivazione.

 

Fiducia nei confronti del terapista, che diventa il suo punto di riferimento. Ti capisce, a suoi occhi sei una figura competente e autorevole quindi si mette nelle tue mani.

 

E avendo modo di osservare chiaramente di volta in volta i suoi progressi, si sente motivato e pienamente coinvolto nel percorso di miglioramento della sua performance posturale.

 

Ma c’è dell’altro!

 

Se sei in possesso del Podoscopio LedPodoLaser e di S9 Sensor, SprintWARE Medical ti consente di integrarli per completare il quadro clinico.

 

S9 Sensor: efficacia e soddisfazione a portata di mano

 

Un sistema di ultima generazione, non solo dovrebbe essere efficiente ma soprattutto facile e rapido da utilizzare.

 

Perché evoluzione significa anche usabilità.

 

Ecco perchè abbiamo sviluppato un nuovo concetto di misurazione del range di movimento cervicale, che ti permette di svolgere la tua analisi direttamente dallo smartphone per mezzo di un sensore multifunzionale dalle dimensioni di una monetina.

 

L’accelerometro S9 Sensor è il nuovo sensore spaziale tridimensionale in grado di fornire in qualsiasi momento i valori del range of motion cervicale nei tre assi dello spazio.

 

La possibilità di integrarlo alla piattaforma SprintWARE Medical ti permette di utilizzare un protocollo che oggettiva i dati rilevati dalla tua valutazione, attraverso tre semplici test (di rotazione, flessione ed estensione del capo).

 

Valutazione che altrimenti dipenderebbe totalmente dall’operatore, rendendo difficile – tra le varie cose – il confronto dei dati con gli altri specialisti del settore, in previsione di un’analisi globale della postura del paziente.

Un’analisi precisa e oggettiva

 

S9 Sensor risolve le quattro principali problematiche legate ai vecchi dispositivi, garantendo così una misurazione più precisa e oggettiva.

 

  • Basta caschetti, fascette di sostegno e fili. E’ talmente piccolo e leggero che puoi applicarlo direttamente sulla pelle, utilizzando un nastro adesivo di tape. Il paziente è totalmente libero di muoversisenza che questo comprometta la misurazione.

 

  • Stop alle interferenze elettromagnetiche. Se in passato la presenza di un semplice cellulare poteva falsare l’acquisizione dei dati, l’utilizzo di sensori che lavorano in modo combinatorisolve questa complicazione.

 

  • Nessuna complessa procedura di taratura. E’ sufficiente premere un pulsante per posizionare a zero tutti i goniometri.

 

  • Si utilizza tramite l’App di SprintWare Medical, che puoi scaricare dallo store del tuo smartphone o tablet. Finalmente non sei più costretto a spostarti in continuazione dal paziente al tuo pc.

 

Ora, date le sue dimensioni estremamente ridotte, ti chiederai: quale dovrebbe essere il punto esatto di applicazione?

 

Abbiamo risolto questo problema grazie ad alcuni studi di antropometria che hanno messo in luce una relazione tra la falange dell’indice e la dimensione del cranio.

 

Questo significa che, applicando il sensore alla distanza di un dito dalla radice del naso, è possibile individuare il punto preciso per rendere la valutazione perfettamente riproducibile a distanza di tempo.

Come valutare il range di movimento cervicale in pochi click

 

Per prima cosa, posiziona S9  Sensor sulla fronte del paziente usando la modalità che abbiamo appena descritto.  

 

Quindi, apri l’App SprintWARE Medical dal tuo dispositivo. Dopo aver inserito i dati relativi al paziente, segui questa semplice procedura:

 

  • seleziona l’icona relativa alla valutazione che ti interessa eseguire (per esempio, il Cervical Test)

 

  • premi il pulsante SET 0 per posizionare tutti i goniometri sullo zero

 

  • acquisisci i datipremendo il tasto PLAY.

 

  • inizia la registrazione e chiedi al paziente di girare la testa prima a destra, poi a sinistra.

 

  • premi il tasto STOP e salva la registrazione

 

  • stampa il report da consegnare al paziente.

Al termine della registrazione, S9 Sensor restituisce un grafico che riporta il valore della rotazione del capo a destra, il valore della rotazione del capo a sinistra e il range di movimento.

 

Non solo: i goniometri sono in grado di rilevare contemporaneamente anche i valori del movimento sugli altri due assi.

 

Spesso, come ben sai, il valore da osservare per mettere in luce eventuali miglioramenti apportati da un trattamento – ad esempio, i benefici di un eventuale bite – non è semplicemente il range di movimento.

 

I limiti di rotazione del capo potrebbero rimanere invariati ma non sempre il movimento risulta lineare. Il paziente può compensare il movimento di rotazione flettendo o estendendo il capo nello stesso momento.

 

Ecco perché, per avere un feedback affidabile del lavoro che hai svolto sul paziente, è fondamentale valutare il tipo di movimento e mettere a confronto il prima e il dopo.

 

Questo puoi farlo in una manciata di secondi utilizzando la funzione “confronta due misure”, che ti permette di visualizzare a colori l’analisi attuale, in grigio la precedente.

LedPodoLaser: il podoscopio che rivoluziona la tua visita posturale

 

Una cosa è certa: diagnosticare i piedi in correlazione all’arto inferiore non è per niente semplice.

 

Eppure, in commercio si possono trovare numerose tipologie di strumenti, perfettamente in grado di valutare l’appoggio plantare.

 

Ma se stai cercando un podoscopio tradizionale, ti trovi nel posto sbagliato.

Cosa distingue LedPodoLaser da tutti gli altri podoscopi?

 

Utilizzando il Podoscopio LedPodoLaser, puoi immortalare l’immagine riflessa dell’appoggio podalico sulla superficie di contatto del piede per completare l’esame seguendo il protocollo specifico.

 

Hai la possibilità, inoltre, di progettare plantari propriocettivi su misura. Partendo dall’immagine che hai acquisito, ti verranno suggeriti i punti più adeguati dove posizionare gli stimoli, che tuttavia potrai decidere di variare sulla base delle tue conoscenze.

 

Il report finale riporterà in automatico tutte le indicazioni tecniche necessarie per la realizzazione del plantare, in modo tale che risulti impossibile perdere informazioni nel percorso che va dall’ideazione alla creazione.

Un’analisi eccellente per una terapia efficace

 

LedPodoLaser non solo ti permette di evidenziare le anomalie del sistema podalico ma anche di valutarne le conseguenze sulla postura.

 

In modo facile, veloce e professionale.

 

Abbiamo applicato due linee laser verticali, ortogonali al piano di appoggio, che durante la visita possono aiutarti a mettere in luce le anomalie della postura.

 

Allo stesso tempo, per mezzo di una telecamera full hd fissabile sotto il podoscopio, hai modo di fotografare l’immagine riflessa allo specchio dell’appoggio podalico sulla superficie in plexiglass, materiale che abbiamo appositamente scelto per evitare un’eventuale stimolazione termica.

 

La possibilità di integrare la piattaforma SprintWare Medical, ti permette di ottimizzare il percorso di valutazione fino alla stampa del report, che consiste nel risultato delle tue scelte effettuate di volta in volta sulla base di un protocollo guida ideato ad hoc.

La valutazione del piede non è mai stata così semplice

 

Grazie al protocollo che ti guida nella valutazione, sarai in grado di eseguire la tua visita in pochi semplici passi:

 

  • Chiedi al paziente di posizionare prima il piede sinistro al centro della dima di referenza, quindi il piede destro, ad una distanza pari alla larghezza del bacino. Seleziona l’icona che identifica la lettera incisa sul podoscopio all’altezza del piede destro, per definire la distanza tra i due piedi: ti servirà per le prossime visite. Assicurati che durante tutta la visita il paziente rimanga in piedi con lo sguardo dritto davanti a sé.

 

  • Osserva la superficie d’appoggio, che puoi immortalare attraverso la telecamera fissata sotto al podoscopio. Quindi, seleziona l’icona che ritieni più vicina alla tua valutazione clinica.

 

 

  • Sposta i due laser per farli combaciare con il tendine di Achille di ciascun piede.

 

  • Seguendo il protocollo guida, osserva la posizione dei laser rispetto ai punti di repere e seleziona le icone più vicine alla tua valutazione. Iniziando dai talloni, sali per esaminare le caviglie, il poplite e la piega sottoglutea (l’altezza, la rotazione, e la verticale con il filo a piombo). Infine il ginocchio (è flesso, iperteso o in posizione naturale?) per concludere, possibilmente, con il test monopodalico.

 

 

  • Scatta una foto del paziente, inquadrando il soggetto fino alle fossette iliache. Puoi tranquillamente utilizzare il tuo smartphone o il tuo tablet.

 

  • Salva l’esame e stampa il report.

Nel giro di pochi minuti potrai consegnare il report finale al tuo paziente che sarà perfettamente in grado di comprendere la sua situazione di partenza e di identificare l’obiettivo da raggiungere attraverso la terapia.

 

Nelle visite successive, sarà sicuramente desideroso di osservare i progressi raggiunti fino a quel momento. E potrà farlo semplicemente confrontando i risultati delle visite precedenti.

 

Se durante la valutazione hai aggiunto delle note, sarà ancora più facile interagire con il tuo paziente, che si dimostrerà entusiasta di proseguire il percorso di miglioramento della sua performance posturale.

 

 

Cambia il tuo modo di lavorare

 

Vuoi sapere perché LedPodoLaser può davvero cambiare il tuo modo di lavorare?

 

  • semplifica il processo: il protocollo ti guida passo dopo passo nelle diverse fasi della visita.

 

  • riduce in modo significativo il tempo di valutazione: nel giro di pochi minuti sarai capace di effettuare una valutazione clinica in modo eccellente.

 

  • migliora il tuo modo di comunicare: grazie al report, di facile comprensione, il paziente si sente pienamente coinvolto nel processo di riabilitazione.

 

  • facilita il confronto con gli altri specialisti: l’utilizzo del protocollo permette di trovare un linguaggio comune per condividere dati oggettivi, sempre nel rispetto della privacy.

 

 

E quando cambi il tuo modo di lavorare, cambi anche la tua visione…

Marketing sanitario etico

 

Sei un professionista della salute.

 

Questo significa che non sei soltanto un esperto ma anche un formatore e un consulente nel tuo specifico settore. Non si tratta semplicemente di svolgere un’attività. Se ti vuoi distinguere, hai bisogno di essere tutto questo e di capire come trasmetterlo ai tuoi pazienti nel modo più adeguato.

 

Come si fa? Semplice, con il marketing.

 

Concetto che genera spesso accese discussioni in ambito sanitario perché ritenuto da alcuni incompatibile. Ma prima di criminalizzarlo, facciamo un po’ di chiarezza su questo termine. Per marketing non si intende una serie di attività promozionali unicamente finalizzate ad aumentare il fatturato.

 

Oggi, fare marketing etico – l’unico modo possibile per ottenere risultati importanti e duraturi – significa ascoltare il cliente e sapergli comunicare il proprio valore.

 

Detto questo, è possibile fare marketing nel mondo della salute?

 

Certamente, basta avere un prodotto – o un servizio – e presentarlo al proprio paziente in modo tale che lo possa comprendere e soddisfare.

 

E’ vero che un servizio di qualità si vende da solo?

 

Il primo passo da affrontare è creare la condizione ideale per lavorare con le persone che credono esattamente in ciò che fai.

Sei hai dei collaboratori, sai bene di cosa sto parlando.  Ma questo criterio è valido anche nei confronti dei tuoi pazienti.

 

Cercare di convincere chi già in partenza non condivide la tua visione è come lottare contro i mulini a vento.

 

A questo punto, se pensi che il modo migliore per farlo sia garantire un servizio di qualità, sei fuori strada! Non è ciò che il tuo paziente cerca e non è il motivo per cui decide di affidarsi a te.

 

Sia ben chiaro: la qualità deve essere indiscutibile ma quello che il tuo paziente sta cercando è un metodo che lo porti dalla sua condizione iniziale, generalmente di disagio, al risultato atteso, di benessere.

 

Proprio così, la qualità non viene percepita come un valore perché le persone, in qualsiasi ambito, non cercano prodotti o servizi ma acquistano sensazioni, stili di vita, modi di essere.

 

Un esempio.

 

Sei un medico sportivo? E’ riduttivo pensare che qualcuno si rivolga a te semplicemente per risolvere un dolore articolare. Probabilmente gli stai offrendo la possibilità di correre la maratona per cui si sta preparando da mesi.

 

L’approccio è diverso: risolvere il problema tenendo sempre a mente il suo risultato ideale.

 

Non il tuo, il suo.

 

Non puoi rivolgerti a tutti

 

Perché oltre ad essere impensabile, è assolutamente inefficace.

 

Al contrario, il segreto è centrare un solo bersaglio ed essere molto precisi nell’individuare il “paziente tipo”, nel conoscere le sue caratteristiche, le sue abitudini, le sue paure e soprattutto le sue reali esigenze. Questo ti permetterà di migliorare la tua prestazione.

 

Se sei un personal trainer e lavori principalmente nel mondo del calcio, un sistema per analizzare il tuo target può essere quello di distinguere la categoria “calciatori” in micro settori, come:

 

  • calciatori principianti
  • calciatori professionisti

 

Fatto questo, è il momento di capire chi siano veramente. Per ognuno dei settori che hai individuato, costruisci un breve racconto.

 

Prendiamo il primo: il calciatore principiante. Il tuo racconto potrebbe essere questo: “un ragazzo giovane, energico e competitivo che si allena con assiduità per diventare un atleta”.

 

Ora ti chiederai… perché dovrei scrivere una storia per ogni categoria di cliente?

 

Perché la mente ragiona principalmente in termini narrativi. Costruendo dei racconti ti sarà più chiaro il contesto in cui operi e sarà più facile crearti una tua precisa opinione, indispensabile per trovare una soluzione fuori dall’ordinario.

 

Inoltre, per presentare il tuo prodotto o il tuo servizio – qualsiasi sia lo strumento che intendi utilizzare – ti dovrai rivolgere ad ogni “personaggio” con un messaggio diverso. E per farlo sarà necessario riuscire a visualizzare chiaramente le sue esigenze e le sue ambizioni.

 

Cerca di capire veramente chi è il tuo cliente, cosa fa, cosa sa, cosa cerca e soprattutto perché lo cerca.

Se il tuo paziente non ti capisce, non ti cerca

 

Ora che hai identificato i tuoi clienti, chiediti qual è il loro livello di conoscenza nei confronti della tua professione:

 

  • cosa si aspettano?
  • qual è la loro opinione?
  • quanto ne sanno della differenza tra le diverse professioni sanitarie?

 

Non intendo nello specifico della materia ma come concetto legato alla soluzione del loro problema.

 

Prova ad ideare risposte semplici e precise che siano coerenti con il profilo di ogni “personaggio”.

Se sei un fisioterapista e hai a che fare con gli atleti, il loro livello di conoscenza sarà elevato. Quasi sicuramente riconosceranno quali sono i benefici che gli può apportare la fisioterapia.

 

Se invece ti rivolgi ad altre categorie di persone, ovviamente il tuo approccio dovrà essere differente perché il loro livello di conoscenza sarà probabilmente inferiore.

 

In questo caso, per essere riconosciuto e apprezzato, dovrai riuscire a spiegare la tua soluzione usando il loro linguaggio. Non si tratta di inventare delle scuse per convincerli, si tratta di trovare una spiegazione che sia logica e incoraggiante per il tuo cliente.

 

Sta tutto nella tua capacità di educarlo. Non semplicemente di informarlo, questo potrebbe farlo chiunque.

 

 

Amplifica il tuo valore

 

La strategia che dà risultati nel tempo non è certamente quella di abbassare il prezzo, ma è quella di aumentare la percezione del valore che offri alle persone che si rivolgono a te.

 

La percezione del tuo valore, oltre ad essere strettamente legata al tuo punto di vista, è direttamente proporzionale al tuo livello di specializzazione.

Ne consegue che la maggior parte delle tue risorse, delle tue energie e del tuo tempo, dovrà essere utilizzata in funzione del tuo specifico argomento. Tuttavia, come puoi immaginare, da soli si arriva fino ad un certo punto.

 

C’è un unico modo per crescere: mettere insieme le forze.

 

Esatto. Se vuoi amplificare il valore che trasmetti ai tuoi pazienti, dovrai avvalerti di collaboratori specializzati che siano in linea con la tua visione. E nel tempo costruire la tua squadra.

 

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere il tuo team per dare il meglio?

 

 

7 idee vincenti per creare un team posturale efficace

 

Possiamo affermare che il posturologo piú efficace sia il professionista che lavora in un team nel quale – dopo una corretta diagnosi –  ogni figura a seconda della propria specificitá concorra a dare il proprio contributo per il bene del paziente.

 

Proprio così.

 

Se ti occupi di posturologia (o ti stai avvicinando alla materia) ti sarai reso conto che per offrire un servizio davvero completo hai bisogno di una squadra.

Come lavorare in team con un unico obiettivo

 

Il messaggio che ci é stato tramandato dai padri della posturologia é forte e chiaro: valuta la persona nella sua interezza e lì dove non riesci ad arrivare chiedi aiuto a chi ne sa piú di te.

 

Ed ecco che il lavoro di equipe diventa fondamentale in questo senso: medici, fisioterapisti, odontoiatri, ortottisti, oculisti, psicologi, logopedisti, osteopati, tecnici di posturometria e altri ancora.

 

Tutti uniti da un unico obbiettivo: trovare e curare la causa della sindrome da deficit posturale.

 

Ognuno porta il proprio piccolo contributo e cerca di fare del proprio meglio per il benessere del paziente.

Queste 7 idee sono ciò che di buono abbiamo raccolto sul campo in questi anni di attività.

 

Rispecchiano i volti e le voci di tutti i team di successo che abbiamo visto nascere e crescere.

 

Ci siamo accorti che le realtà di successo hanno una serie di elementi comuni che le contraddistinguono.

1. COMUNICARE IN MODO EFFICACE

 

In un mondo che va sempre piú veloce, nel quale c’è la tendenza a privilegiare l’iperspecializzazione, diventa fondamentale non perdere di vista la visione globale sul paziente.

 

Il lavoro in team é fatto soprattutto di relazioni e di comunicazione, in primis con il paziente ma anche con i colleghi.

 

Per parlare tutti la stessa lingua è importantissimo trovare dei protocolli di lavoro comuni, che ci permettano di monitorare lo stato di avanzamento del lavoro e che ci aiutino a dare un ordine di priorità ai trattamenti.

 

Parlare la stessa lingua significa utilizzare test clinici e strumentali che permettano un confronto oggettivo, per ricordare ancora una volta al paziente che il nostro operato è frutto di impegno e ricerca della soluzione al problema.

 

Un team che comunica al meglio, ha ben presente che il focus va spostato prima possibile dal problema alla soluzione.

2. PROMUOVERE LA FORMAZIONE DEL TEAM

 

Qual è il modo più semplice per far comprendere ai tuoi colleghi che sono un’ottima risorsa per il team? 

 

Renderli partecipi, dedicando un pò di tempo alla loro e alla tua formazione.

 

Il modo più intelligente per far crescere un team posturale è alimentare la voglia di condivisione attraverso la formazione. Perchè fare formazione in team significa anche apprendere nuovi modi di stare insieme e di relazionarsi.

Considerando che un terzo della nostra vita lo passiamo a letto e un terzo al lavoro, diventa importante migliorare il modo che abbiamo di stare insieme: solo grazie a questo avremo la possibilità di vivere meglio. 

3. USARE LA TECNOLOGIA IN MODO INTELLIGENTE

 

Hai mai pensato a quanto la tecnologia abbia cambiato le nostre vite?

 

Ci sono persone a cui ha risolto un sacco di problemi. Ce ne sono altre che stavano nettamente meglio prima.

 

Se cerchi di ignorare la tecnologia perché non vuoi accettare il cambiamento o se al contrario ne subisci il fascino e ne diventi schiavo, ti posizioni tra gli estremisti, che vivono perennemente in uno stato di ansia.

 

Se al contrario ne cogli i pregi e le opportunitá allora ne trarrai vantaggio risparmiando tempo e risorse da dedicare ad altro.

 

Il nostro è un invito ad usare la tecnologia in modo consapevole, ricordando che grazie ad internet hai sempre la soluzione a portata di mano perché qualcuno probabilmente ha giá trovato la soluzione al problema che stai cercando di risolvere.

4. TEMPISMO E SINCRONISMO

 

Come si puó lavorare coordinati rispettando la scaletta dei tempi che ci siamo prefissati senza farsi prendere dall’ansia?

 

La risposta è semplice: mettendo a calendario anche gli imprevisti.

 

Basta fare una analisi dell’ultimo periodo di lavoro, verificare quanti imprevisti ci sono stati e provare a calendarizzare l’agenda futura lasciando dello spazio vuoto dedicato proprio agli ipotetici imprevisti.

 

E se poi l’imprevisto non arriva? Ecco dell’altro tempo gratuito da dedicare, per esempio, alla formazione.

 

5. FESTEGGIARE I SUCCESSI E IMPARARE DAGLI ERRORI

 

Ogni team posturale che si rispetti sa imparare dai propri errori ma ancor meglio sa festeggiare quando é ora.

 

Verifiche periodiche e riunioni di avanzamento sono le basi per capire come stiamo andando. Ecco che anche qui é importante apprendere le tecniche che ci permettono di essere produttivi in riunione per evitare lunghe e inutili disquisizioni su argomenti che non sono all’ordine del giorno.

 

Una buona tecnica per promuovere la sintesi é quella di fare una riunione in piedi e sedersi solo quando si sono esauriti tutti gli argomenti.

 

Ricordiamoci che é sempre importante imparare dai fallimenti ma é ancora piú importante capire perché e come siamo riusciti a raggiungere i piú grandi risultati: un modello che funziona certamente non si cambia.

 

6. RICORDARE  CHE IL PROTAGONISTA É IL PAZIENTE

 

Quante volte ti é capitato di incontrare un paziente che pretende di stare meglio ma che non é disposto a cambiare le cattive abitudini nè tantomeno ha voglia di fare quello che gli viene proposto?

 

Pensa a questo semplice concetto: non é possibile curare qualcuno che non desidera guarire o almeno affrontare attivamente un percorso di cambiamento. Per questo la prima persona alla quale va chiesta una collaborazione attiva all’interno del team é proprio il paziente.

 

Il termine “protagonista” rende bene l’idea sul tipo di coinvolgimento che dobbiamo chiedere al nostro paziente posturale. Essere protagonisti significa partecipare attivamente alle decisioni del team ed attivare un percorso di cambiamento in positivo.

 

Se il paziente é parte attiva del processo di cambiamento innescheremo sempre un meccanismo di libertà. Fare le cose insieme ci permetterà di prendere le decisioni giuste al momento giusto attraverso il confronto.

 

Questo aspetto ricordiamolo sempre anche ai colleghi, perché solo allora potremmo dire che stiamo parlando tutti la stessa lingua.

7. ADEGUARE LA PROPOSTA ECONOMICA ALLA CAPACITA’ DI SPESA DEL PAZIENTE

 

Questo spunto di riflessione meriterebbe un intero trattato. Ma per sintetizzare riportiamo alcuni concetti guida:

 

  • l’aspetto economico va gestito con politiche di condivisione delle informazioni all’interno del team. Non posso suggerire un collega se non conosco il trattamento economico che è in grado di riservare al mio paziente.

 

  • è importante tutelare il paziente dal punto di vista economico proponendo soluzioni alla sua portata perchè ci permette di apparire professionali e credibili, requisiti base per innescare il meccanismo di referenza da paziente a paziente. Attenzione: questo aspetto non coincide con la parola svendere il servizio. Esistono modalità di pagamento che si adattano a tutte le tasche.

 

  • aumentare il proprio bacino d’utenza, passa per la capacità di creare il meccanismo di referenza. Il circuito di referenza funziona bene solo se si applica lo stesso principio che potrebbe essere associato alla parola “gratuità”: dai senza aspettarti nulla in cambio e vedrai che riceverai molto.

8 errori da evitare quando si avvia un servizio di posturologia

 

Far crescere il proprio servizio di posturologia é indubbiamente un’impresa notevole.

 

Sono tante le cose da mettere insieme, ognuna delle quali svolge un ruolo importantissimo nel decretare il successo o il fallimento di un progetto molto ambizioso. Ci sono comunque una serie di errori comuni che aumentano di molto la possibilità di fallire. Nella lista riportata di seguito, troverai quelli che abbiamo avuto modo di notare più spesso in questi anni di attività.

 

 

1. ASPETTARE LA FINE DEL CORSO PER FARE PRATICA

 

E’ successo a tutti almeno una volta di rimandare la pratica alla fine del corso, sopraffatti da quella sensazione di inadeguatezza, propria di tutte le cose che abbiamo appena iniziato a studiare.

 

Ebbene sì, questo e l’errore più ricorrente, che si merita il primo posto nella lista.

Ricorda che non ti sentirai mai abbastanza pronto per iniziare e quindi: o inizi a  “sporcarti le mani” dalla prima lezione o rischierai di perdere tantissimo tempo prezioso.

 

Non c’é modo migliore di imparare a fare una cosa, se non quello di farla.

2. CORREGGERE IL PAZIENTE IN FASE ALGICA

 

Il 95% delle volte che proponi il tuo servizio di posturologia, avrai difronte una persona che presenta dolori ricorrenti e si aspetta una soluzione veloce.

 

La cosa peggiore che puoi fare è iniziare subito il trattamento di correzione posturale pur di soddisfare le sue aspettative. Perchè così facendo, darai vita al tuo primo cliente scontento.

 

Ricordatelo sempre: prima di procedere, é necessario togliere il dolore agendo sul sintomo. Solo nella fase successiva potrai concentrarti sulle cause che lo hanno generato per risolvere il problema alla radice.

 

E’ fondamentale che il paziente capisca e condivida questo concetto: trovare il modo adatto per spiegare la tua modalità operativa, farà una grossa differenza. Ultimo consiglio: se il paziente non accetta questa condizione, lascia perdere!

 

3. PROMETTERE AL PAZIENTE DI RISOLVERE IL SUO PROBLEMA IN UN PAIO DI SEDUTE

 

La posturologia é una disciplina che dà risultati più rapidi se il paziente é stato coinvolto nel processo di riprogrammazione posturale globale. Tuttavia, non saremo mai in grado di risolvere un problema posturale in un paio di sedute.

 

Non commettere quindi l’errore di promettere soluzioni immediate a problemi che nella maggior parte dei casi, gli altri non sono riusciti a risolvere.

 

Proponi ai tuoi pazienti un percorso di lavoro pianificato e personalizzato, che li coinvolga attivamente nel processo di guarigione. Usa criteri oggettivi per monitorare lo stato di avanzamento e  – se necessario –  ripianifica i tuoi tempi di intervento.

 

Avrai cosí iniziato il rapporto con il piede giusto, trovando dall’altra parte un ottimo alleato. Se adotterai questo approccio, i tuoi pazienti saranno sempre presenti e soddisfatti.

4. SVENDERE IL SERVIZIO

 

Molti neoposturologi commettono l’errore di collocare il loro servizio nella fascia di prezzo medio bassa. Specie all’inizio, hanno la tendenza di proporlo ad un prezzo basso, attendendo il momento in cui saranno diventati piú “capaci” per alzare la tariffa. E sai cosa succede?

 

Il primo effetto collaterale é che non dai valore a quello che fai e – come abbiamo già detto – ti collochi nel mercato della scontistica. E qual è il secondo effetto collaterale? Quando deciderai di alzare la tua tariffa, diventerai agli occhi del tuo cliente “quello troppo caro”.

 

Quindi, prima di definire il prezzo del tuo servizio, prova a farti almeno un paio di domande: quanto tempo dedichi al tuo paziente? Quanti soldi investi nella formazione e nella strumentazione? 

5. PERDERE DI VISTA LA COMUNICAZIONE

 

il posturologo efficace é colui che mantiene alto il livello di comunicazione con il paziente durante tutto il percorso. Tuttavia, può succedere che il neofita venga sopraffatto dall’aspetto più tecnico, perdendo di vista quello comunicativo.

 

E’ quindi importante trovare fin da subito una modalitá comunicativa che ti permetta di spiegare in modo rapido ma efficace tutto quello che stai facendo.

 

Per esempio, una buona soluzione di partenza consiste nel costruire un modulo con tutte le domande ricorrenti che premetta di rispondere agli eventuali dubbi utilizzando la risposta più efficace.

 

Cercare la risposta assieme al paziente, ti permetterà di aumentare il tuo livello di credibilità, passando il messaggio che non stai improvvisando, ma stai informando e formando allo stesso tempo.

 

6. SOTTOVALUTARE L’OGGETTIVAZIONE STRUMENTALE

 

Chi è il miglior alleato del posturologo? E’ certamente qualcuno (o qualcosa) che gli permette di confermare la propria scelta clinica in modo oggettivo.

 

Perchè se pensi che oggi la visita posturale si possa condurre solo armati di occhiometro e filo a piombo, hai un problema.

 

Trattandosi di una disciplina che si colloca ancora nella categoria delle medicine che integrano quella convenzionale, o nelle cosiddette medicine alternative, ecco che è ancora più importante dare evidenza oggettiva a quello che si sta facendo.

 

Scegli quindi uno strumento che ti permetta di confrontare a distanza di tempo le modificazioni della postura. Scegli un partner tecnologico che non si limiti a proporti una macchina ma che si occupi anche della tua formazione strumentale.

 

Ma soprattutto, verifica i criteri di riproducibilità dell’esame che stai acquistando. Come?

 

Chiedi al tuo consulente di fiducia di effettuare almeno tre misurazioni della tua postura in istanti molto vicini e chiedigli di confrontarle per sapere se gli indici che ti indica lo strumento, sono realmente utili ai fini della valutazione che intendi proporre.

 

Se scegli bene la strumentazione ed impari ad usarla al meglio, anche il paziente più scettico non potrà far altro che darti ragione di fronte all’evidenza.

 

Ricorda di scegliere uno strumento che ti permetta di valutare la postura nella sua interezza: evita l’errore comune di concentrarti solo sull’appoggio del piede.

7. NON ATTIVARE I CANALI DI PROMOZIONE DEL SERVIZIO

 

Oggi vince chi sa proporsi meglio ma anche chi è più veloce nel farlo. Ecco perchè i canali di vendita e promozione del tuo servizio devono essere pianificati ancor prima di frequentare il corso di Posturologia.

 

Se non lo hai ancora fatto, attiva subito i percorsi per dare visibilità al tuo progetto. Essere presente su internet, sui social, attivare canali di inbound marketing o di lead generation può davvero fare la differenza. Perché se pensi ancora che il passaparola sia il tuo unico alleato, potresti incorrere in uno degli errori più comuni.

 

Se hai poco tempo (o non ne hai le competenze) rivolgiti ad uno specialista. Ma prima di farlo, pensa bene al messaggio unico di valore che vuoi trasmettere: qual è il motivo per cui dovrebbero scegliere proprio te e non un tuo concorrente? Quali sono le cose diverse che sai fare e che difficilmente troveranno dagli altri?

8. DARE TROPPO VALORE ALLA SOLETTA

 

Sappiamo tutti che la soletta propriocettiva è una terapia che dà buonissimi risultati. Il livello di gradimento del paziente è molto alto perché la mette sotto il piede la prima volta e poi non ci pensa più. Quindi è una delle cose più facili da fargli fare.

 

Errore comune è pensare che la soletta da sola sia in grado di risolvere tutti i problemi della postura. 

 

Conseguenza logica per il paziente è che pensa di non aver più bisogno del medico. In un mercato in cui si cerca sempre più di semplificare la visita ed il trattamento, proponendo solette prefatte che vanno bene per tutti i pazienti, succede spesso che moglie, marito e figli escano dallo studio del posturologo tutti con la stessa soletta al piede. Ed allora la domanda che sorge spontanea è: quale è il valore aggiunto che mi ha dato lo specialista?

 

Evita di fare questo errore: dedica tempo a trovare la miglior stimolazione propriocettiva per quel paziente. Dai valore alla soletta personalizzata come strumento che amplifica la tua capacità di trovare la migliore soluzione per il paziente che hai davanti.

Conclusione

 

Siamo alla fine: è giunto il momento di fare il punto della situazione.

 

La parola “posturologia clinica”, in Italia ha ottenuto un aumento delle ricerche su Google di +90% negli ultimi anni.  Questo significa che il volume delle ricerche é quasi raddoppiato ed il trend continua a salire di giorno in giorno. Alla luce di queste considerazioni sorge spontanea la domanda che ci ha posto un affezionato lettore del nostro blog:  “Ritenete che la posturologia sia una moda di passaggio oppure troverà anche nel nostro paese una crescita importante?”

 

Chiediamolo a Google.  Cercando il termine “posturologo”, i primi 10 risultati danno opinioni differenti, addirittura alcune in netto contrasto tra loro. Cosa che non succede ad esempio con le parole fisioterapista, medico, osteopata, ecc…per ciascuna delle quali, entro i primi 5 risultati risponde anche wikipedia.

 

Questo significa che la parola Posturologo sì,va di moda. Ma chi è interessato, non troverà ancora una risposta abbastanza convincente. Avere un’idea chiara sulla materia, darle un ordinamento concettuale e formale certo potrebbe giovare alla disciplina. Però crediamo che questo processo, per quanto breve o lungo possa essere, non gioverà immediatamente al cliente finale. E quindi difficilmente ci permetterà di ottenere un consolidamento utile ad evitare che sia solo una moda passeggera.

 

Ma torniamo per un attimo a quello che sta chiedendo in questo momento il mercato: lo sai che dall’ultimo anno la quantità di persone che cercano un “medico posturologo” è cresciuta del 50% ? Questo significa che la gente non si accontenta più di una figura qualsiasi, ma sta cercando un professionista con un titolo specifico.

 

E’ interessante vedere come la posturologia sia in salita e la ricerca si sposti sulle figure che sono abilitate a condurre la diagnostica avanzata, sinonimo di una interesse che si muove verso l’eccellenza. Le persone stanno cercando quindi una posturologia di valore.

 

Ecco che la risposta probabilmente è sotto il nostro naso: perché la posturologia non sia soltanto una moda passeggera è necessario che venga inserita in un sistema che possa assicurare il valore del servizio proposto, anche dal punto di vista economico. Se la posturologia è un modo per diversificare la propria attività, è chiaro che diventa il motore di ogni professionista sanitario che sia in grado di proporla in modo adeguato.

 

Perchè se la posturologia funziona – e a quanto pare, funziona bene – non può essere soltanto una moda passeggera.

 

 

 

 

Per darti una visione completa dell’argomento, abbiamo creato un videocorso diviso in 3 parti della durata complessiva di circa 120 minuti.

Un breve percorso che ti guida passo dopo passo dalla valutazione della postura del tuo paziente alle migliori tecniche che puoi utilizzare in questo momento per comunicare in modo efficace il tuo servizio.

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