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L’interazione della bocca sul recettore visivo

Ci siamo alzati da terra per una spinta evoluzionista che ci ha resi uomini: una verticalizzazione che ci ha consentito di migliorare e velocizzare l‘andatura e allo stesso tempo, di liberare gli arti superiori per aumentare le nostre abilità creative.

Ma il prezzo da pagare per questa rivoluzione gravitazionale è stata una forte modificazione del nostro equilibrio verso un’elevazione instabile, poggiata solo sugli arti inferiori.

Visione e occlusione: la ricerca dell’equilibrio

La testa e i piedi sono diventati gli attori principali della ricerca dell’equilibrio, soprattutto nella fase di movimento.

La testa tende a cadere in avanti perché è sbilanciata per i 2/3 anteriormente: l’unico sistema che si oppone a questo squilibrio è l’appoggio delle ossa mascellari e mandibolari sul piano occlusale, dove si incontrano le arcate dentarie. (vedi Fig. 1)

(Fig. 1) La testa tende a cadere avanti

Il piano occlusale, che deve essere ben posizionato nell’architettura del cranio, deve avere una corretta inclinazione che congiunge gli incisivi inferiori fino alla parte inferiore dell’occipite, passando per la cerniera C1-C2. (Vedi Fig. 2)

(Fig. 2) Il piano occlusale deve essere “ben” posizionato

Posizioni differenti del piano occlusale modificano la posizione e l’allineamento della cervicale. (Vedi Fig. 3)

Fig. 3 – Piano Occlusale

La performance della visione dipende dalla posizione del piano occlusale, che stabilizza la posizione della testa. La funzione principale della richiesta posturale è mantenere la stabilità dello sguardo mentre ci muoviamo o mentre si muove il nostro oggetto di interesse, in modo tale che l’immagine in movimento venga mantenuta nella fovea, che è la zona più performante della retina: questa funzionalità è garantita dalla sinergia con il sistema vestibolare.
Per mantenere la fissità dello sguardo, si usano i movimenti degli occhi e della testa.

(Fig. 4)

Fig. 4

La complessità della funzione visiva

L’equilibrio è un sistema complesso in cui interagiscono varie funzioni, vari sistemi e domande sensoriali. Lo schema sottostante dimostra la complessità della funzione visiva:

Fig. 5 – La complessità della funzione visiva

– Orientamento: dove sono io

– Localizzazione: dove è l’oggetto

– Significato: che cos’è

– Memoria cognitiva: immaginazione

 

Nel 1946, Duke Elder trova una relazione funzionale tra la muscolatura extra-oculare, i labirinti e la muscolatura del collo: l’oggetto rilevato dalla retina è orientato in senso gravitazionale dall’integrazione della muscolatura oculare, dei riflessi labirintici (VOR) e dalla propriocezione del collo. Quindi la corretta posizione della testa migliora e orienta la visione.

Nel 1958, Harmon afferma che la visione è in relazione con tutto il sistema gravitazionale del corpo attraverso un’integrazione cerebellare. E che il collo è il trasduttore dei movimenti tra la testa e il tronco.

Si inizia così a formulare il pensiero che un ideale asse di corretto allineamento posturale si interfacci con una efficace e performante funzione visiva.

A causa di questa interdipendenza, una postura scorretta o distorta della testa e del corpo provoca problemi visivi sia alla parte propriocettiva muscolare extra oculare con eteroforie (esoforie o exoforie) sia alla muscolatura cervicale.

Il recettore oculare: orientamento e localizzazione

Le due acquisizioni sensoriali principali del recettore oculare sono:

A) ORIENTAMENTO (dove sono io) principale competenza per l’equilibrio;

B) LOCALIZZAZIONE (dove è l’oggetto).

Alla miopia si associa una anteposizione del centro di gravità con estensione della testa, mentre l’ipermetropia ha un arretramento del centro di gravità con compenso in flessione della testa, per mantenere l’orizzontalità dello sguardo.

MIOPE (LOCALIZZAZIONE): centro gravità in avanti con estensione della testa di compenso

IPERMETROPE (ORIENTAMENTO): centro di gravità indietro con flessione della testa di compenso

Orientamento (A) e Localizzazione (B) sono costruzioni mentali, cioè modalità sensoriali di acquisizione dell’immagine che dipendono dalla mappa interna, ricca di significati emozionali che ognuno di noi possiede, e si lega al sistema mentale di coordinamento consapevole dell’equilibrio.

L’occhio non è una macchina fotografica e i problemi visivi non sono ereditari o sempre acquisiti per cause ignote, ma si associano alle nostre note caratteriali. La visione è sensibile all’ambiente ed è disturbata da compiti visivi eccessivi dove c’è un’alta richiesta di significato e di performance (visione da vicino).
Si attivano in questo senso i sistemi autonomici di allarme, che confondono il ritmo orto e para simpatico creando disturbi nella accomodazione e nella convergenza, dal momento che la muscolatura dei muscoli dell’accomodazione è innervata dal sistema autonomico (SNA).
Si aggravano quindi le richieste di localizzazione aumentando la tensione della muscolatura oculare e si producono i disturbi visivi. (Vedi fig. 6)

Fig. 6

Il miope restringe il suo campo visivo, posturalmente si chiude e tende più verso l’oggetto di mira (LOCALIZZAZIONE), mentre l’ipermetrope è più interessato alla sua posizione nell’ambiente
(ORIENTAMENTO) e dimostra una postura più aperta e arretrata.

Per avere un buon ORIENTAMENTO è necessario avere:

a) una stabile immagine retinica
b) una funzione binoculare che ci consenta la fusione
c) una muscolatura extra cullare che esprima la posizione del bulbo oculare rispetto alla testa
d) una corretta propriocezione del sistema cervicale
e) un apparato vestibolare che risponda attraverso i riflessi vestibolo oculomotori (VOR)
f) la cute (soprattutto dei piedi) che dia delle informazioni propriocettive sulla posizione del corpo nello spazio
g) coordinamento centrale tra cervelletto e centri superiori

 

Mobilità cervicale e oculomotricità

Tra tutte queste interazioni, la più distorsiva nella disfunzione visiva è la corretta risposta del sistema cervicale ( C1-C2-C3 ).

La restrizione dei movimenti del collo per la tensione della muscolatura cervicale crea un forte difficoltà al sistema della oculomotricità e crea degli adattamenti molto dispendiosi per la funzione. (Vedi fig. 7)

Fig. 7

 

Sappiamo bene che la tensione cervicale deriva da un disordine del sistema posturale e del sistema masticatorio, che inizia a manifestarsi come una causa di disordine visivo.
Anche l’astigmatismo funzionale diventa una conseguenza della tensione e della restrizione del movimento cervicale. (Vedi fig. 8)

Fig. 8

 

Quindi la visione diventa performante quando la postura e l’allineamento della testa sul collo
creano una coerenza gravitazionale alle richieste della funzione dell’orientamento.
La riprogrammazione posturale e il recupero dell’armonia occlusale riorganizzano anche la funzione visiva.(Fig. 9)

Fig. 9

I telerecettori propriocettivi dei MOE dialogano con il vestibolo e il cervelletto, trasmettendo informazioni attraverso le catene senso motorie miofasciale, che partono dalla testa e arrivano ai piedi, i quali memorizzano e si adattano alle informazioni che arrivano dall’alto.

Sulla base di queste considerazioni, possiamo pensare che l’organo masticatorio sia solo un perturbatore?

O dobbiamo considerarlo parte fondamentale di questo complesso gioco di equilibri di posizione della testa da cui tutte le catene partono e possono trasmettere questo errore cefalico alla periferia?

Fig. 9 Bis

Posizione della testa e funzione visiva

Ritorniamo alla posizione della testa e ricordiamo nuovamente che l’equilibrio della testa e il suo bilanciamento dipendono dall’orizzontalità della linea dello sguardo, che è parallela al piano masticatorio. Affinché si abbia una corretta performance della funzione visiva e vestibolare dobbiamo raggiungere un buon allineamento della testa sulla colonna cervicale (fig.10 )

Fig. 10

L’impalcatura cranio cervico mandibolare fonda il suo allineamento sull’equilibrio muscolare del sistema muscolare superficiale posteriore, superficiale anteriore e profondo:

1) muscoli sub occipitali e cervicali profondi e superficiali
2) muscoli anteriori del collo ,muscoli linguali e faringei,(6)
3) muscoli sottoioidei
4) muscoli sopraioidei
5) muscoli masticatori
7) muscoli oculomotori

Un’asimmetria della muscolatura anteriore generata da un errore di masticazione può quindi compromettere anche la posizione della testa (rotazione, inclinazione, flessione, estensione) provocando un adattamento dei muscoli extraoculari che cercano di mantenere l’orizzontalità dello sguardo. Si produce cosi la PAC (posizione anomala del capo di origine occlusale).

Le cause possono essere:

• Disfunzioni linguali o frenuli corti
• Diminuzione della dimensione verticale o edentulia
• Deviazione mandibolare
• Malocclusioni dentali
• Blocchi articolari ATM
• Parafunzione bruxista
• Microgalvanismi

La risposta all’errore occlusale è una contrazione, generalmente omolaterale, del muscolo pterigoideo laterale, del temporale anteriore, del massetere, del trapezio e dello SCM con innalzamento della spalla omolaterale. La muscolatura degli MOE cercherà di compensare l’errore della posizione della testa.

Anche l’errore primario dei muscoli extraoculari può, a sua volta, produrre un’anomala posizione del capo, che genera di conseguenza un’interferenza al normale movimento mandibolare (e quindi può creare un adattamento disfunzionale della mandibola).

Ma la clinica si dimostra differente perché l’occhio in errore produce, generalmente, l’elevazione contro laterale della spalla. Per fare una diagnosi di discrimine bisogna escludere i denti con una cera di regolazione propriocettiva o con dei cotoni posizionati sui settori dentali laterali, al fine di riconoscere il miglioramento della funzione cervicale e oculare dopo avere resettato il recettore masticatorio.

Risulta pertanto necessario, per una evoluzione della terapia posturale, riconoscere gli errori della masticazione (primari o secondari) poiché l’occlusione e a deglutizione rappresentano la parte fondante dell’equilibrio anteriore cranio cervico mandibolare e codificano la posizione della testa insieme al recettore oculare. Questo perché, come vedremo nel prossimo articolo, la potenza di segnale del nervo trigemino sorveglia il network neurologico del tronco cerebrale.

Quindi nella testa troviamo la muscolatura oculare, i vestiboli e l’organo masticatorio; prossimamente cercheremo di capire come questo organo dialoga con la muscolatura dell’occhio, e con il sistema vestibolare. Ma anche come interagisce nel network di informazione che arriva al tronco cerebrale, e da lì alla corteccia.

Alla prossima spigolatura!

Autore:
Dr.ssa LINA AZZINI – Medico Chirurgo Odontoiatra
Laurea in Medicina e Chirurgia, specializzazione chirurgia maxillo-facciale – esperta manipolazioni vertebrali medicina manuale – osteopatia – MASTER of DENTAL SCIENCE

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