Quale pedana baropodometrica scegliere: resistiva o capacitiva? La risposta dipende da budget, frequenza d’uso e livello di precisione richiesto. Ecco la differenza pratica tra le due tecnologie di sensori.
Esistono in commercio due grandi famiglie di sensori utilizzati nella baropodometria quelli resistivi e quelli capacitivi.
Pedana baropodometrica resistiva:
la misurazione della pressione avviene sulla base della variazione della resistività di una pellicola sottile che mette in conduzione tra loro i sensori di pressione baropodometrici. Si tratta di una delle prime tecnologie in ordine cronologico ed è per questo che le pedane resistive sono le più diffuse. Costruire una pedana resistiva è molto semplice, il costo sul mercato di questi tipi di piattaforme è più basso rispetto a quello delle pedane baropodometriche capacitive. Il sensore resistivo ha subito negli anni una evoluzione sostanziale, si è passati dalle piattaforme con superficie MORBIDA (facilmente identificabili perché al tatto si ha la sensazione che la superficie di contatto poggi su una gomma piuma) a quelle con superficie RIGIDA in quanto è stato pubblicato che appoggiare i piedi su una superficie morbida cambia la propriocettività del soggetto in esame e quindi la registrazione baropodometrica si scosta dalla realtà.
Il sensore baropodometrico resistivo ha una vita più breve rispetto a quello capacitivo per questo le pedane baropodometriche resistive necessitano di una manutenzione e taratura periodica più frequenti.
Pedana baropodometrica capacitiva:
la misurazione della pressione avviene sulla base della variazione della capacità elettrica tra le superfici di due pellicole che sono in grado di variare la loro distanza e tornare al punto iniziale. Il materiale che viene inserito a sandwich in mezzo a queste due superfici conduttive è in grado di fornire prestazioni differenti in funzione alla sua nobiltà. Il costo dei sensori capacitivi varia in funzione alla tecnologia utilizzata. La vita di un sensore capacitivo può essere fino a 5 volte superiore rispetto a quella dei sensori resistivi. Mediamente le pedane capacitive hanno un numero di sensori più alto per unità di superficie rispetto alle piattaforme baropodometriche resistive.
Pedana resistiva vs capacitiva: il confronto in sintesi
| Caratteristica | Pedana resistiva | Pedana capacitiva |
|---|---|---|
| Tecnologia | Variazione di resistività | Variazione di capacità elettrica |
| Costo | Più basso | Più alto |
| Durata del sensore | Più breve | Fino a 5 volte superiore |
| Manutenzione/taratura | Più frequente | Meno frequente |
| Densità sensori | Generalmente inferiore | Generalmente superiore |
| Diffusione sul mercato | Più diffusa | Meno diffusa |
In generale, una pedana resistiva è una buona scelta per chi inizia o ha un budget più contenuto, mentre una capacitiva è indicata per chi cerca maggiore durata e densità di sensori nel tempo. Se stai valutando l’acquisto di uno di questi strumenti, leggi anche il nostro approfondimento su come usare la pedana baropodometrica per valutare il piede a doppia componente.
Domande frequenti
Meglio una pedana baropodometrica resistiva o capacitiva?
Dipende dall’uso: la resistiva costa meno ed è adatta a chi inizia, la capacitiva dura di più e offre generalmente più sensori, risultando più indicata per un uso professionale intensivo.
Quanto dura un sensore baropodometrico?
Un sensore resistivo ha generalmente una vita più breve e richiede tarature più frequenti; un sensore capacitivo può durare fino a 5 volte di più.
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