Nel contesto di una visita posturale, lo scopo della stabilometria è quello di valutare l’equilibrio del paziente in stazione eretta.

E per farlo, è necessario utilizzare una pedana computerizzata.

Le origini della stabilometria

 

L’esame stabilometrico nasce in Francia negli anni 80, con la classica piattaforma costituita da un unico piano di appoggio. Si tratta di una tavoletta con 3 sensori di pressione che sono collocati agli estremi di un triangolo equilatero, in modo tale da calcolare il peso del carico.

Il paziente viene posizionato al centro del triangolo di appoggio, con i piedi che formano tra loro un angolo di 30 gradi e delineano un triangolo uguale ma inverso rispetto a quello descritto dai tre sensori di pressione.

L’acquisizione dei dati si completa nel giro di 51,2 secondi, durante i quali il paziente rimane in piedi con gli occhi aperti e fissa una mira ottica posta ad una precisa distanza.

Questa modalità operativa ha definito lo standard di misura internazionale che permette di stabilire se una determinata situazione rientra nella normalità o si avvicina alla patologia.

Un protocollo che ancora oggi dobbiamo rispettare, nonostante i notevoli progressi raggiunti dal punto di vista tecnologico, abbiano consentito di potenziare le performance degli strumenti di misurazione.

Un nuovo approccio per un esame stabilometrico impeccabile

 

Cyber Sabots è la pedana stabilometrica che inaugura un nuovo metodo per eseguire l’esame stabilometrico secondo criteri oggettivi e certificati.

Il sistema è costituito da due distinte piattaforme gemelle (chiamate “sabots”) che sono in grado di misurare separatamente il movimento di ciascun piede, distinguendo la zona del tallone da quella dell’avampiede.

In questo modo, possiamo misurare la variazione della pressione sotto ciascuna delle 4 bilance, senza rischiare che il movimento di un piede influenzi quello dell’altro. Allo stesso tempo, riusciamo a definire il ruolo della caviglia e delle anche nella strategia di equilibrio del paziente.

La stabilità del soggetto viene rappresentata graficamente tramite quattro diversi statokinesigrammi , i famosi “gomitoli” che sono il risultato del movimento esercitato sulla piattaforma. Nello specifico, riproducono l’andamento del centro di pressione(COP) sul piano cartesiano di appoggio plantare, rispettivamente dell’avampiede e del retropiede, sia destro che sinistro.

Ogni gomitolo ci permette di analizzare i diversi parametri posturali come, per esempio, la distribuzione del carico, la dissipazione di energia, la tonicità muscolare e i rapporti tra i diversi recettori.

Parametri che vengono rappresentati in uno schema intuitivo che riporta graficamente i valori delle asimmetrie e consente, a colpo d’occhio, di individuare quali sono le misure che si allontanano dalla normalità statistica di riferimento.

Il risultato è un profilo posturale, di facile interpretazione da parte del terapista, che rappresenta in modo sintetico la situazione del paziente.

La piattaforma instabile di “Bessou”

 

Nella stabilometria, quello che ci interessa valutare sono i progressi del paziente in termini di strategia di equilibrio dopo un determinato periodo di adattamento.

La tavoletta basculante detta “piattaforma instabile di Bessou”, comodamente trasportabile all’interno di una comoda valigetta, in pochi secondi trasforma Cyber Sabots in una pedana stabilometrica dinamica che permette di stimolare nell’immediato il sistema posturale del paziente, mettendolo già nella condizione di utilizzare una strategia di equilibrio (ad esempio di anca o di caviglia).

Una tecnica ancora sperimentale, che sta offrendo la possibilità di valutare i risultati ottenuti dal nostro lavoro con il paziente un po’in anticipo rispetto alla norma.

Non solo valutazione, ma anche riabilitazione. Cyber Sabots mette a disposizione un programma di semplici esercizi sviluppati secondo 5 diversi livelli di abilità, per aiutare il paziente nel percorso di riabilitazione propriocettiva.

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