La sindrome dolorosa regionale complessa di tipo I (CRPS-I) è una malattia multicomponente che colpisce un arto intero o una sua parte, oggi considerata una malattia del sistema nervoso centrale con manifestazioni periferiche.

Tale patologia può derivare da una mancata corrispondenza tra input sensoriale e output motorio che porta a una disorganizzazione della programmazione motoria nelle strutture corticali: è stato osservato che un modo efficace per correggere questa discrepanza potrebbe essere un aumento del feedback propriocettivo attraverso la stimolazione vibratoria.

La stimolazione vibratoria, infatti, migliorando il feedback propriocettivo può aumentare la gamma di movimento e ridurre al minimo il dolore nei pazienti con CRPS-I, ristabilendo la consonanza tra input sensoriale e output motorio a livello corticale.

Feedback propriocettivo e vibrazione meccanica

La vibrazione meccanica per modulare il feedback propriocettivo è stata utilizzata per la prima volta come strumento di riabilitazione nei primi anni ’80. I risultati hanno suggerito che la stimolazione vibratoria può migliorare i due principali sintomi di CRPS-I, vale a dire, rigidità articolare e dolore. Inoltre, le vibrazioni possono ridurre la discrepanza tra l’input sensoriale e l’output motorio, esercitando così effetti simili a quelli del feedback visivo speculare usato per trattare il dolore dell’arto fantasma.

Vibrazioni di bassa ampiezza (80/100 Hz) applicate ai tendini generano un forte input propriocettivo muscolare alle strutture corticali coinvolte nella programmazione e nel controllo motorio. L’attivazione indotta dalla vibrazione delle terminazioni primarie del fuso muscolare provoca la percezione di un movimento illusorio nella direzione dell’allungamento muscolare, attivando una sequenza specifica della rete corticale sensomotoria.

Input sensoriale e output motorio

È stato condotto uno studio aperto non randomizzato su 11 pazienti con CRPS-I della mano, di cui 7 hanno ricevuto stimolazione vibratoria, con l’obiettivo di indagare l’ipotesi che la stimolazione vibratoria degli arti affetti da CRPS-I induca un miglioramento duraturo dei sintomi.

Tutti i pazienti hanno ricevuto sedute riabilitative ambulatoriali convenzionali comprendenti massaggi, drenaggio, terapia occupazionale, fisioterapia ed elettroterapia. Queste sessioni sono state condotte da due terapisti, 5 giorni a settimana per 10 settimane. Il gruppo sperimentale (costituito da 7 pazienti) è stato inoltre trattato con 20 minuti di stimolazione vibratoria.

Sono stati identificato 14 siti per la stimolazione vibratoria – selezionati sulla base di considerazioni anatomiche e funzionali – considerati i punti migliori per generare illusioni cinestetiche per l’assenza di contatto diretto con le strutture ossee.

Le vibrazioni sono state applicate in direzione prossimale-distale, a partire dal dorso della mano, utilizzando un dispositivo personalizzato composto da un motore alimentato a corrente continua e un meccanismo a manovella scorrevole che ha generato vibrazioni sinusoidali.

Il meccanismo atteso era che l’aumento del feedback propriocettivo portasse a far coincidere l’input sensoriale con l’output motorio, evitando quindi l’esclusione funzionale dell’arto colpito. Sono stati quindi valutati i cambiamenti nella gamma di movimento e i punteggi del dolore VAS.

Gamma di movimento e gravità del dolore

Dopo 10 settimane, l’aumento della mobilità era di circa il 30% maggiore e la gravità del dolore era inferiore di circa il 50% nel gruppo di intervento, costituito dai 7 pazienti, rispetto al gruppo di controllo (4 pazienti).

Questo studio indica che l’aggiunta della stimolazione vibratoria alla terapia fisica convenzionale può migliorare significativamente la gamma di movimento e la gravità del dolore nei pazienti con CRPS-I correlata a lesioni della mano e del polso, rispetto alla sola terapia fisica convenzionale.

Un vantaggio di questo metodo è che genera input propriocettivi dall’arto colpito, mentre il feedback speculare si basa indirettamente su segnali visivi. Sebbene il meccanismo d’azione rimanga ancora poco chiaro, probabilmente implica l’attivazione di un’ampia rete corticale che si occupa del comando motorio e della rappresentazione del movimento.

Tuttavia, per indagare ulteriormente l’effetto terapeutico della stimolazione vibratoria nei pazienti con CRPS-I, sono necessari studi randomizzati su popolazioni di pazienti più ampie.

 

 

Fonte bibliografica: André Gay, Sebastien Parratte, Bruno Salazard, Didier Guinard, Thao Pham, Regis Legré, Jean Pierre Roll, Proprioceptive  feedback enhancement induced by vibratory simulation in complex regional pain syndrome type I: An open comparative pilot study in 11 patients, in Join Bone Spine 74 (2007) 461-466.

Redazione SPRINTIT

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