Quando parliamo di posturologia, non parliamo semplicemente di postura.

La posturologia infatti è una disciplina medica.

Facciamo chiarezza: non si tratta di medicina complementare e nemmeno di medicina alternativa ma di una scienza che studia come il corpo si mette in relazione con l’ambiente circostante.

E’ la disciplina che studia il mondo attorno a noi.

Ecco perché – partendo dalla distinzione tra statica e dinamica – è necessario giungere ad un’analisi molto più ampia, che coinvolge almeno 3 processi.

Cosa studia la posturologia?

 

La posturologia è quella disciplina che studia la persona da un punto di vista globale cioè nel suo insieme.

Il professionista che si occupa di posturologia, non può pertanto trascurare:

 

1) la relazione di percezione:

la percezione è la capacità di rilevare, organizzare e interpretare gli stimoli che derivano dall’ambiente esterno per attribuirgli un significato. Si tratta di un meccanismo molto complesso che per ognuno di noi deve essere personale.

 

2) la motricità:

in neurofisiologia, la funzione motoria fa riferimento all’integrazione di molteplici meccanismi, tra cui la capacità di compiere, controllare e coordinare i movimenti. Risulta quindi alquanto riduttivo parlare di postura riferendosi solamente al modo in cui stiamo in piedi.

 

3) l’aspetto cognitivo:

perché non esiste solo la parte biomeccanica, non esiste solo il sistema miofasciale, non esiste solo il sistema osteo-articolare: bisogna prendere in esame anche la parte cognitiva ovvero quello sta dentro di noi – quindi la percezione cosciente ma anche incosciente.

L’oscillazione è vita

 

Siamo in continuo movimento.

Anche quando siamo seduti, in realtà ci muoviamo continuamente. Siamo in oscillazione continua per portare costantemente informazioni al nostro cervello.

Quindi quello che noi sentiamo non è mail lo stato, ma la variazione di stato.

Nessuno dei nostri recettori è fatto per sentire lo stato. Ma questo cosa significa?

Vuol dire che sentiamo frequenze –  perché le variazioni di stato, sono frequenze: siamo un oscilloscopio che sente frequenze, che non sono soltanto elettriche ma anche chimiche.

Il sistema tonico posturale

 

Come abbiamo già affermato, la posturologia è quella disciplina che studia la persona nel suo insieme.

Ma sappiamo bene che la persona ha un duplice approccio all’ambiente perchè è in grado di attivare un feedback, in quanto subisce l’ambiente circostante, ma ha anche un ruolo attivo che sta nella capacità di anticipazione (feedforward).

Il sistema tonico posturale, che ci governa principalmente in maniera automatica, è un sistema neurologico che funziona attraverso feedback e feedforward.

Le estremità del sistema sono infatti costituite dai 2 recettori principali: gli occhi, che sono il nostro feedforward e i piedi, che sono il nostro feedback.

La caratteristica di essere automatico dipende dalla verticale di Barrè: la linea virtuale perpendicolare al pavimento –  interna al nostro corpo – che passa attraverso il dente dell’epistrofeo, è tangente anteriore a L3 e cade nel centro del poligono di appoggio che è definito dalla parte esterna dei nostri piedi.

E’ proprio la verticale di Barrè che determina il nostro modo di cambiare, di evolvere: siamo sempre alla ricerca di un equilibrio, che talvolta può essere scorretto dato che non siamo in grado di controllare se stiamo andando nel verso giusto.

Per esempio, il morso crociato è il tentativo di compensare la bocca su una torsione del corpo.

Perché gli occhi anticipano la postura

 

L’occhio, che è l’estremità superiore di questo sistema, veicola le afferenze attraverso il nervo ottico: il 70% delle fibre del nervo ottico porta informazioni di visione mentre il 30% serve per il controllo della visione.

Il nervo ottico ha un ruolo fondamentale perché ci dice quello che ci sta succedendo.

Cosa significa? Che per noi è importante investire quel 30% di fibre nel controllo della visione.

Pertanto, il recettore occhio è contemporaneamente un eso-recettore e un endo-recettore, come tanti altri recettori multispecialistici presenti nel nostro corpo.

E’ l’occhio che dice al piede dove andare mentre i piedi subiscono, si adattano, compensano.

Questo significa che la parte superiore del nostro corpo è orientativa mentre la parte inferiore è adattativa e compensativa.

Ecco perché dovresti iniziare la tua visita posturale con la valutazione degli occhi. 

Se hai trovato questo articolo interessante, clicca qui per accedere alla pagina dedicata al nostro nuovo percorso di Posturologia Pratica.

Fonte: Corso di Posturologia Pratica – Piede Occhio