Le due immagini provenienti da ciascun occhio, le loro lievi differenze o disparità e la loro fusione a livello della corteccia visiva, sono necessarie e definiscono la visione binoculare. La visione stereoscopica che ne risulta, consente la percezione del rilievo e della distanza.

Il test di Maddox, dissociando queste due immagini, è in grado di valutare l’equilibrio oculomotore ed evidenziare clinicamente un’ortoforia verticale (OV) o un’eteroforia verticale (HV) che corrispondono rispettivamente all’assenza o alla presenza di una deviazione latente dell’asse visivo verso l’alto o verso il basso.

Eteroforia verticale (HV)

Questa deviazione latente, HV, se esiste dissociando le immagini retiniche, viene annullata nella visione binoculare. L’HV viene generalmente considerata fisiologica quando è inferiore ad una diottria (<0,57 °).

Dati più recenti suggeriscono che, in assenza di disturbi neurologici, vestibolari o visivi, l’HV può indicare l’esistenza di conflitti sensoriali somatici o un’integrazione neurologica centrale non ottimale dei segnali che influenzano il controllo posturale. Questi conflitti potrebbero produrre dolore e portare a dolore cronico non specifico (DCNS).

Studi clinici indicano infatti che l’HV sembra essere correlata a disfunzioni cranio-mandibolari (in particolare a livello delle articolazioni temporo-mandibolari), di occlusione dentale, dell’orofaringe e/o di deglutizione, del bacino, della pianta del piede.

L’annullamento di questi conflitti ripristina generalmente l’ortoforia (0V) che, nel caso del DCNS, è accompagnata da una significativa diminuzione dell’intensità del dolore. Viene inoltre ristabilita la standardizzazione dei test clinici qualitativi di stabilità, mobilità articolare, spinale e periferica. Tuttavia va eseguita una precisa valutazione.

La paletta di Maddox

Il test Maddox , dissociando le due immagini retiniche, verifica la loro coincidenza attraverso l’utilizzo della paletta di Maddox. Questa è costituita da una serie di semicilindri rossi trasparenti posti in parallelo.

Un occhio che, attraverso la paletta, fissa un punto luminoso, lo percepisce come una linea perpendicolare alla direzione dei semicilindri; in ortoforia, l’altro occhio lo vede alla stessa altezza. Uno scostamento superiore o inferiore della linea dal centro del punto, segnala l’HV.

Retina periferica e retina centrale

Il test esplorerebbe, attraverso la paletta, la retina periferica dell’occhio in esame, quella che vede la linea, e la retina centrale dell’altro occhio, quella che vede il punto luminoso. Il test deve quindi essere eseguito su ogni occhio e le risposte possono variare da un occhio all’altro: ad esempio OV a destra, HV a sinistra.

Il test di Maddox permetterebbe di esaminare la coerenza tra le vie ventrale e dorsale, note come percorsi di percezione e di azione, che sono i prerequisiti per l’orientamento e la stabilizzazione del corpo: due distinte funzioni di controllo posturale derivate rispettivamente dalla retina centrale e dalla retina periferica.

Come eseguire il test di Maddox

Inizialmente il test viene eseguito con il soggetto seduto, poi in posizione ortostatica di riferimento, in campo libero a piedi nudi, alla distanza di 5 m (o almeno a 2 m) dal punto luminoso. Per essere affidabile, questo test deve essere eseguito nella posizione anatomica di riferimento (testa diritta, asse bipupillare orizzontale, sguardo diretto in avanti, piano di Francoforte orizzontale),  con il bersaglio luminoso all’altezza degli occhi, la paletta di Maddox posta davanti ad un occhio, le striature verticali, la linea percepita perfettamente orizzontale. Un leggero cambiamento nell’orientamento dello sguardo o nella posizione della testa induce HV fisiologico.

Viene eseguito alternativamente su ciascun occhio, dopo un periodo di normale visione binoculare. L’oscuramento della sala esame facilita la percezione della linea. Il test deve essere eseguito con correzione ottica, se necessario, e senza, a condizione che l’acuità visiva, la visione simultanea delle immagini e la comprensione del test da parte del soggetto, ne consentano l’esecuzione.

Il soggetto mantiene gli occhi aperti e l’esaminatore pone la paletta di Maddox davanti ad un occhio, con le striature verticali in modo che percepisca la linea orizzontale. In caso contrario, maschera alternativamente ogni occhio, il che favorisce la percezione della linea e del punto. Poi chiede al soggetto se vede il punto e se la linea è strettamente centrata sul punto, oppure se la vede spostata in alto o in basso, sopra o sotto. Solo la sua posizione centrata è considerata OV.

Equilibrio posturale e test di Maddox

Per concludere, questo approccio originale del test Maddox, la semplicità del materiale necessario e la sua sensibilità, dovrebbero renderlo uno strumento per l’oggettivazione, lo screening e la gestione delle condizioni di mancanza di equilibrio posturale.

In un paziente con HV, la restituzione bilaterale dell’OV valutata dal test Maddox, permette di verificare se la posizione di riferimento ortostatica “neutra/naturale” venga recuperata. Il test di Maddox rappresenta pertanto un valido criterio di efficacia delle manovre diagnostiche e terapeutiche, da incrociare con altri test clinici posturali statici e dinamici.

 

Fonte bibliografica: Éric Matheron, Maddox, hétérophorie verticale, Pratiques en posturologie (2017)

Redazione SPRINTIT

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